Un patto di collaborazione per i beni comuni

Che cos'è un bene comune?
E' un marciapiede, una scuola, una piazza, un'aiola, un giardino pubblico. È anche questo sito web del Comune sul quale state navigando. Beni comuni sono anche la sicurezza e la legalità, il civismo e la solidarietà, l'ambiente e i boschi che circondano la città. I beni comuni, per usare una definizione più scolastica, sono i beni materiali o immateriali che i cittadini e l'amministrazione della città riconoscono come funzionali al benessere individuale e collettivo.
Comune e beni comuni. Una vecchia etimologia di comune, spiega che tale è "qualcosa che è unito ad altri coll'obbligo in ciascuno di qualche prestazione e col diritto di ricevere qualche beneficio".
Diritti e doveri caratterizzano la vita di una comunità. E, nel nostro caso, diritti e doveri hanno i cittadini sui beni comuni.
Il mondo sta cambiando e così anche le nostre città. Ognuno è chiamato a prendersi la sua quota di responsabilità. Ma la responsabilità è partecipazione.
Così, anche il Comune di Terni ha da poco adottato un regolamento dei Beni Comuni. Attraverso questo Regolamento i cittadini vengono chiamati a collaborare nella gestione e nella cura dei beni comuni. 
È un invito alla reponsabilità, ma soprattutto alla partecipazione e al civismo. A far sì che tutti si sentano proprietari in quota parte dei beni comuni, che tutti si sentano coinvolti.
Con il regolamento si va verso "un coinvolgimento sempre maggiore - come ha scritto di recente un quotidiano locale - così da agevolare ad esempio il recupero e la manutenzione dei beni comuni non adeguatamente curati" formalizzando collaborazioni tra l’amministrazione e i cittadini, per consentire, a chi lo volesse, di dedicarsi a più livelli e in più forme ai beni della collettività, tramite la stipula dei cosiddetti “patti di collaborazione che intendono regolamentare la partecipazione dei cittadini a svariati tipi di interventi e progetti".

Le attività possono andare dalla manutenzione e dalla gestione delle aree verdi fino a quelle dei genitori che vogliono imbiancare un’aula scolastica e che, finora, non sapevano bene come muoversi. 
I progetti per i patti di collaborazione potranno essere presentati da cittadini, singoli o in gruppo (anche gruppi informali), da associazioni, cooperative: verranno valutati dal Comune e, se idonei, approvati.
Il patto di collaborazione andrà a definire, di caso in caso, gli obiettivi del progetto, la sua durata, le modalità d’azione, il ruolo e i reciproci impegni dei soggetti coinvolti. 
I partecipanti presteranno la propria opera a titolo totalmente gratuito, ma il Comune potrà eventualmente finanziare i progetti rispetto alle strumentazioni necessarie, oppure erogare un contributo in varie forme, anche come sgravio fiscale.
Già nelle prossime settimane l'amministrazione individuerà gli ambiti nei quali potranno partire i primi patti di collaborazione.
Intanto, anche attraverso Prendoparte.it, iniziamo a scambiarci le opinioni su questo nuovo modo di vedere la città. E cominciamo anche a capire se e dove vi piacerebbe intervenire.

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